il blog nasce da un evoluzione naturale della pagina ufficiale "suoni pesanti" con l'intento di approfondire i vari gereri in campo metal con recensioni, biografie, discografie e news.
Negli anni '80 la scena metal era ormai matura, si erano affermati generi come l'heavy, il thrash ed il death; ma per quest'ultimo si potrebbe dire che anche gli anni '90 sono stati fondamentali. Uno dei dischi seminali per lo sviluppo del genere è sicuramente "Unquestionable Presence" dei floridiani Atheist. Gli Atheist avevano pubblicato qualche anno prima, precisamente nel 1989, il loro debut album, intitolato "Piece Of Time", che passava con facilità dal death al thrash, ma era ancora troppo poco maturo. Con "Unquestionable Presence" gli Atheist personalizzano ancora di più il loro sound, e risultano seminali per tutto il death metal che verrà.
Questo disco è davvero qualcosa di contorto, le 8 canzoni sono di una complessità inimmaginabile considerando il periodo storico in cui è stato concepito: strutture mai statiche, rapidissimi cambi di tempo, sezione ritmica inumana, improvvisi cambi di stile sono solo alcuni degli ingredienti che gli Atheist usano per la loro seconda opera. Dinamicissimo anche se mai velocissimo, il disco nei suoi soli 32 minuti di durata propone tutto ciò che il technical death metal può dare; anzi, questo è proprio uno dei punti di partenza del genere chiamato oggi "jazz metal", che gli Atheist svilupperanno con il loro album successivo "Elements", un ottimo esempio di metal/fusion. La genialità degli Atheist consiste nel fatto che tutti i componenti del gruppo danno il loro massimo: il batterista Steve Flynn e il bassista Roger Patterson (che si era dimostrato una macchina umana anche nel primo album) danno vita ad una sezione ritmica che definire eccellente è pochissimo; purtroppo Patterson muore in un incidente stradale prima di poter registrare l'album e al suo posto viene reclutato Tony Choy come esecutore, ma il risultato non cambia: le linee di basso sono sempre eccellenti e dinamiche, molte volte di stampo fusion. Le chitarre sono ovviamente aggressive e veloci, mentre Shaefer sviluppa la sua tecnica vocale, passando alle volte dallo scream al growl con grande maestria, risultando molto particolare. Ma tra tempi dispari e controtempi la struttura delle composizioni è sempre varia stilisticamente e quasi mai ripetitiva, per cui il gruppo riesce a spaziare da momenti più melodici a quelli più tirati senza fare sembrare il tutto innaturale; inoltre la produzione, nonostante si riesca a sentire bene ogni strumento, non è così alta qualitativamente e riesce a dare quell'ottimo equilibrio di registrazione che ogni disco death dovrebbe avere, né troppo sporca né cristallina. Il lavoro richiede un po' di tempo prima di essere assimilato dall'ascoltatore, per la varietà di soluzioni presentate appunto nei soli 32 minuti di durata, e forse è proprio la non-eccessiva lunghezza dei brani che riesce a non fare finire gli Atheist tra i gruppi che vogliono essere snob/ultra-progressivi e prolissi; inoltre il suddetto album contiene materiale a cui si ispireranno tutte le band death degli anni '90 ed è sicuramente l'ABC del technical death metal.
Gli Atheist non raggiungeranno mai più quel livello con i due album successivi (nonostante "Elements" e "Jupiter" non siano poi così male), anche se riescono a dare vita a uno dei migliori album che il metal abbia mai prodotto, forse addirittura uno degli album cardine del death metal. Se cercate schizofrenia, tecnica e genialità messe assieme, "Unquestionable Presence" non può assolutamente mancare nella vostra libreria musicale, anzi ogni appassionato di musica dovrebbe ascoltarlo: per queste ragioni non esito ad utilizzare la parola "capolavoro" per definirlo.
Negli anni '80 la scena metal era ormai matura, si erano affermati generi come l'heavy, il thrash ed il death; ma per quest'ultimo si potrebbe dire che anche gli anni '90 sono stati fondamentali. Uno dei dischi seminali per lo sviluppo del genere è sicuramente "Unquestionable Presence" dei floridiani Atheist.
RispondiEliminaGli Atheist avevano pubblicato qualche anno prima, precisamente nel 1989, il loro debut album, intitolato "Piece Of Time", che passava con facilità dal death al thrash, ma era ancora troppo poco maturo. Con "Unquestionable Presence" gli Atheist personalizzano ancora di più il loro sound, e risultano seminali per tutto il death metal che verrà.
Questo disco è davvero qualcosa di contorto, le 8 canzoni sono di una complessità inimmaginabile considerando il periodo storico in cui è stato concepito: strutture mai statiche, rapidissimi cambi di tempo, sezione ritmica inumana, improvvisi cambi di stile sono solo alcuni degli ingredienti che gli Atheist usano per la loro seconda opera. Dinamicissimo anche se mai velocissimo, il disco nei suoi soli 32 minuti di durata propone tutto ciò che il technical death metal può dare; anzi, questo è proprio uno dei punti di partenza del genere chiamato oggi "jazz metal", che gli Atheist svilupperanno con il loro album successivo "Elements", un ottimo esempio di metal/fusion.
La genialità degli Atheist consiste nel fatto che tutti i componenti del gruppo danno il loro massimo: il batterista Steve Flynn e il bassista Roger Patterson (che si era dimostrato una macchina umana anche nel primo album) danno vita ad una sezione ritmica che definire eccellente è pochissimo; purtroppo Patterson muore in un incidente stradale prima di poter registrare l'album e al suo posto viene reclutato Tony Choy come esecutore, ma il risultato non cambia: le linee di basso sono sempre eccellenti e dinamiche, molte volte di stampo fusion.
Le chitarre sono ovviamente aggressive e veloci, mentre Shaefer sviluppa la sua tecnica vocale, passando alle volte dallo scream al growl con grande maestria, risultando molto particolare. Ma tra tempi dispari e controtempi la struttura delle composizioni è sempre varia stilisticamente e quasi mai ripetitiva, per cui il gruppo riesce a spaziare da momenti più melodici a quelli più tirati senza fare sembrare il tutto innaturale; inoltre la produzione, nonostante si riesca a sentire bene ogni strumento, non è così alta qualitativamente e riesce a dare quell'ottimo equilibrio di registrazione che ogni disco death dovrebbe avere, né troppo sporca né cristallina.
Il lavoro richiede un po' di tempo prima di essere assimilato dall'ascoltatore, per la varietà di soluzioni presentate appunto nei soli 32 minuti di durata, e forse è proprio la non-eccessiva lunghezza dei brani che riesce a non fare finire gli Atheist tra i gruppi che vogliono essere snob/ultra-progressivi e prolissi; inoltre il suddetto album contiene materiale a cui si ispireranno tutte le band death degli anni '90 ed è sicuramente l'ABC del technical death metal.
Gli Atheist non raggiungeranno mai più quel livello con i due album successivi (nonostante "Elements" e "Jupiter" non siano poi così male), anche se riescono a dare vita a uno dei migliori album che il metal abbia mai prodotto, forse addirittura uno degli album cardine del death metal. Se cercate schizofrenia, tecnica e genialità messe assieme, "Unquestionable Presence" non può assolutamente mancare nella vostra libreria musicale, anzi ogni appassionato di musica dovrebbe ascoltarlo: per queste ragioni non esito ad utilizzare la parola "capolavoro" per definirlo.
Anno di uscita: 1991
RispondiEliminaTRACKLIST:
1. Mother Man - 4:34
2. Unquestionable Presence - 4:07
3. Your Life's Retribution - 3:17
4. Enthralled in Essence - 3:38
5. An Incarnation's Dream - 4:53
6. The Formative Years - 3:30
7. Brains - 3:41
8. And the Psychic Saw... - 4:45
Genere:
Technical Death Metal
Line Up:
Kelly Shaefer - Voce, Chitarra
Rand Burkey - Chitarra
Tony Choy - Basso
Steve Flynn – Batteria
Label: Active Records/Metal Blade