il blog nasce da un evoluzione naturale della pagina ufficiale "suoni pesanti" con l'intento di approfondire i vari gereri in campo metal con recensioni, biografie, discografie e news.
Dopo l’ottimo Legacy of the Ancients targato 2010 tornano i brutal metallers Pathology, che in poco più di mezz’ora rubano di fatto lo scettro di padrini incontrastati dello slam metal agli storici Devourment. Awaken to the Suffering è infatti senza dubbio il miglior lavoro del quintetto californiano: il sound brutale tipico degli anni ’90 spazza via l’ascoltatore già dopo i secondi della marcissima Dissected By Righteousness, brano iniziale che rappresenta appieno lo stile del platter. Riff semplici quanto grondanti groove, una sezione ritmica claustrofobica e la voce di Johnatan Huber che sembra arrivare direttamente dalla più putrida fogna. Il tutto condito da una produzione a mio avviso perfetta per il genere, old school ma che permette di poter ascoltare tutti i musicisti al lavoro (il basso di Ramirez è “addirittura” udibile!). Sicuramente l’originalità non è di casa, ma bisogna ammettere che questa volta qualche piccola sorpresa i Pathology l’hanno riservata: qualche accenno di melodia espressa tramite brevi ed intensi assoli di chitarra e la strumentale Revocation of Earth riescono a rendere il disco meno ostico per le orecchie dell’ascoltatore non avvezzo a sonorità estreme. Praticamente in soli cinque anni e cinque dischi i mostri di San Diego sono ufficialmente diventati i paladini delle sonorità più marce e perverse, diventando il gruppo di punta della frangia più oltranzista death metal. Consigliato a chi ama emozioni forti, un po’ meno a chi cerca originalià: ma in un genere così di nicchia le novità non sono sempre ben volute e d’altronde…..old school rulez!
TRACKLIST Dissected by Righteousness Ingestion of Creation Hostility Towards Media Consumption Society’s Desolation Prolonging the Suffering A Perverse Existence Humanity’s Cesspool Festering in Filth Opposing Globalization Emesis Revocation of Earth
Line up: Oscar Ramirez - Bass Jonathan Huber - Vocals Dave Astor - Drums Tim Tiszczenko - Guitars Kevin Schwartz - Guitars
Dopo l’ottimo Legacy of the Ancients targato 2010 tornano i brutal metallers Pathology, che in poco più di mezz’ora rubano di fatto lo scettro di padrini incontrastati dello slam metal agli storici Devourment.
RispondiEliminaAwaken to the Suffering è infatti senza dubbio il miglior lavoro del quintetto californiano: il sound brutale tipico degli anni ’90 spazza via l’ascoltatore già dopo i secondi della marcissima Dissected By Righteousness, brano iniziale che rappresenta appieno lo stile del platter. Riff semplici quanto grondanti groove, una sezione ritmica claustrofobica e la voce di Johnatan Huber che sembra arrivare direttamente dalla più putrida fogna. Il tutto condito da una produzione a mio avviso perfetta per il genere, old school ma che permette di poter ascoltare tutti i musicisti al lavoro (il basso di Ramirez è “addirittura” udibile!).
Sicuramente l’originalità non è di casa, ma bisogna ammettere che questa volta qualche piccola sorpresa i Pathology l’hanno riservata: qualche accenno di melodia espressa tramite brevi ed intensi assoli di chitarra e la strumentale Revocation of Earth riescono a rendere il disco meno ostico per le orecchie dell’ascoltatore non avvezzo a sonorità estreme.
Praticamente in soli cinque anni e cinque dischi i mostri di San Diego sono ufficialmente diventati i paladini delle sonorità più marce e perverse, diventando il gruppo di punta della frangia più oltranzista death metal.
Consigliato a chi ama emozioni forti, un po’ meno a chi cerca originalià: ma in un genere così di nicchia le novità non sono sempre ben volute e d’altronde…..old school rulez!
TRACKLIST
Dissected by Righteousness
Ingestion of Creation
Hostility Towards
Media Consumption
Society’s Desolation
Prolonging the Suffering
A Perverse Existence
Humanity’s Cesspool
Festering in Filth
Opposing Globalization
Emesis
Revocation of Earth
Line up:
Oscar Ramirez - Bass
Jonathan Huber - Vocals
Dave Astor - Drums
Tim Tiszczenko - Guitars
Kevin Schwartz - Guitars