sabato 7 gennaio 2012

Pathology - "Awaken To The Suffering"

1 commento:

  1. Dopo l’ottimo Legacy of the Ancients targato 2010 tornano i brutal metallers Pathology, che in poco più di mezz’ora rubano di fatto lo scettro di padrini incontrastati dello slam metal agli storici Devourment.
    Awaken to the Suffering è infatti senza dubbio il miglior lavoro del quintetto californiano: il sound brutale tipico degli anni ’90 spazza via l’ascoltatore già dopo i secondi della marcissima Dissected By Righteousness, brano iniziale che rappresenta appieno lo stile del platter. Riff semplici quanto grondanti groove, una sezione ritmica claustrofobica e la voce di Johnatan Huber che sembra arrivare direttamente dalla più putrida fogna. Il tutto condito da una produzione a mio avviso perfetta per il genere, old school ma che permette di poter ascoltare tutti i musicisti al lavoro (il basso di Ramirez è “addirittura” udibile!).
    Sicuramente l’originalità non è di casa, ma bisogna ammettere che questa volta qualche piccola sorpresa i Pathology l’hanno riservata: qualche accenno di melodia espressa tramite brevi ed intensi assoli di chitarra e la strumentale Revocation of Earth riescono a rendere il disco meno ostico per le orecchie dell’ascoltatore non avvezzo a sonorità estreme.
    Praticamente in soli cinque anni e cinque dischi i mostri di San Diego sono ufficialmente diventati i paladini delle sonorità più marce e perverse, diventando il gruppo di punta della frangia più oltranzista death metal.
    Consigliato a chi ama emozioni forti, un po’ meno a chi cerca originalià: ma in un genere così di nicchia le novità non sono sempre ben volute e d’altronde…..old school rulez!

    TRACKLIST
    Dissected by Righteousness
    Ingestion of Creation
    Hostility Towards
    Media Consumption
    Society’s Desolation
    Prolonging the Suffering
    A Perverse Existence
    Humanity’s Cesspool
    Festering in Filth
    Opposing Globalization
    Emesis
    Revocation of Earth

    Line up:
    Oscar Ramirez - Bass
    Jonathan Huber - Vocals
    Dave Astor - Drums
    Tim Tiszczenko - Guitars
    Kevin Schwartz - Guitars

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