Pubblicato nel 1985 per l’etichetta Metal Blade, Hell Awaits è la seconda release degli Slayer dopo il fortunato ma ancora acerbo album d’esordio Show No Mercy.
Si tratta senza ombra di dubbio di uno dei dischi più importanti nella storia del metal moderno per aver indicato la via da seguire a moltissimi gruppi dediti a sonorità estreme.
Le sette canzoni che compongono l’album vantano una registrazione qualitativamente superiore rispetto alle song del precedente album; strutturalmente sono piuttosto complesse, molto oscure, malvagie, intrise di satanismo all’inverosimile.
Nessuno si era mai portato ad un estremismo sonoro e lirico così radicale.
Innanzi tutto vanno evidenziate due importanti novità che contribuiranno considerevolmente alla fortuna di questa release: 1) la presenza del doppio pedale, nel precedente album era assente, che accrescerà a dismisura la notorietà di Dave Lombardo destinato a diventare uno dei drumming più famosi al mondo; 2) l’accordatura delle chitarre di circa un semi-tono sotto alla norma al fine di produrre un suono drammatico e tenebroso in grado di ammaliare l’ascoltatore.
La title track è uno dei brani più rappresentativi e violenti nella storia degli Slayer. Il testo di Kerry King narra dell’eterna lotta tra gli angeli e i demoni. Questi ultimi trionferanno e Gesù sarà sottomesso insieme ai suoi accoliti (chissà che ne pensa il Papa!). L'inquietante intro presenta un messaggio subliminale (ascoltato al contrario viene detta la frase"Join Us" (Unisciti a Noi); si odono i lamenti delle anime dannate e una voce demoniaca pronuncia “Welcome Back!”. Inizia, quindi, una parte strumentale non veloce dalla ritmica straordinariamente possente che poi cambia e .………. si scatena l’inferno! La batteria e le chitarre sono letteralmente torturate dai musicisti mentre la voce di Tom Araya, cattiva e acida, urla a squarciagola il titolo del brano. Nei loro concerti dal vivo questa song non manca mai e rappresenta uno dei momenti più intensi del loro show.
La successiva Kill Again prosegue sulla medesima falsa riga con continui cambi di tempo e riffs lancinanti. At Dawn The Sleep è invece più cadenzata con suoni molto cupi e coinvolgenti. La veloce Praise Of Death e Necrophiliac sono altri due brani violentissimi con in evidenza il duo King/Hanneman impegnati a sfornare riffs straordinari. Crypts Of Eternity, più lenta e cadenzata, e Hardening Of The Arteries hanno il compito di chiudere l’album ed, in particolare la prima, sono altri due pezzi di altissima qualità.
Album molto complesso, di non facile ascolto, Hell Awaits contiene importanti innovazioni stilistiche ed un alto livello musicale complessivo. Forse non è il miglior lavoro del gruppo (secondo me Reign In Blood è ineguagliabile), ma questo disco non può davvero mancare nella collezione di un vero metallaro!
Si tratta senza ombra di dubbio di uno dei dischi più importanti nella storia del metal moderno per aver indicato la via da seguire a moltissimi gruppi dediti a sonorità estreme.
Le sette canzoni che compongono l’album vantano una registrazione qualitativamente superiore rispetto alle song del precedente album; strutturalmente sono piuttosto complesse, molto oscure, malvagie, intrise di satanismo all’inverosimile.
Nessuno si era mai portato ad un estremismo sonoro e lirico così radicale.
Innanzi tutto vanno evidenziate due importanti novità che contribuiranno considerevolmente alla fortuna di questa release: 1) la presenza del doppio pedale, nel precedente album era assente, che accrescerà a dismisura la notorietà di Dave Lombardo destinato a diventare uno dei drumming più famosi al mondo; 2) l’accordatura delle chitarre di circa un semi-tono sotto alla norma al fine di produrre un suono drammatico e tenebroso in grado di ammaliare l’ascoltatore.
La title track è uno dei brani più rappresentativi e violenti nella storia degli Slayer. Il testo di Kerry King narra dell’eterna lotta tra gli angeli e i demoni. Questi ultimi trionferanno e Gesù sarà sottomesso insieme ai suoi accoliti (chissà che ne pensa il Papa!). L'inquietante intro presenta un messaggio subliminale (ascoltato al contrario viene detta la frase"Join Us" (Unisciti a Noi); si odono i lamenti delle anime dannate e una voce demoniaca pronuncia “Welcome Back!”. Inizia, quindi, una parte strumentale non veloce dalla ritmica straordinariamente possente che poi cambia e .………. si scatena l’inferno! La batteria e le chitarre sono letteralmente torturate dai musicisti mentre la voce di Tom Araya, cattiva e acida, urla a squarciagola il titolo del brano. Nei loro concerti dal vivo questa song non manca mai e rappresenta uno dei momenti più intensi del loro show.
La successiva Kill Again prosegue sulla medesima falsa riga con continui cambi di tempo e riffs lancinanti. At Dawn The Sleep è invece più cadenzata con suoni molto cupi e coinvolgenti. La veloce Praise Of Death e Necrophiliac sono altri due brani violentissimi con in evidenza il duo King/Hanneman impegnati a sfornare riffs straordinari. Crypts Of Eternity, più lenta e cadenzata, e Hardening Of The Arteries hanno il compito di chiudere l’album ed, in particolare la prima, sono altri due pezzi di altissima qualità.
Album molto complesso, di non facile ascolto, Hell Awaits contiene importanti innovazioni stilistiche ed un alto livello musicale complessivo. Forse non è il miglior lavoro del gruppo (secondo me Reign In Blood è ineguagliabile), ma questo disco non può davvero mancare nella collezione di un vero metallaro!
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