il blog nasce da un evoluzione naturale della pagina ufficiale "suoni pesanti" con l'intento di approfondire i vari gereri in campo metal con recensioni, biografie, discografie e news.
1. Crown of Horns 03:57 2. Slit Your Guts 04:02 3. Graves Of The Fathers 04:11 4. Dead And Dripping 03:53 5. Benedictine Convulsions 04:00 6. Phobophile 04:38 7. Lichmistress 02:31 8. Orgiastic Disembowelment 04:51
None So Vile: definirlo buon album sarebbe poco, ma veramente troppo poco…l’espressione migliore è Capolavoro del Brutal Death Metal, e non sto esagerando. Se il debut-album aveva mostrato una buona band con tante idee personali, qui si trova il suo ottimo successore. Il combo di Montreal ora con questo disco raggiunge la perfezione musicale e tecnica, ed è la migliore espressione di sé stesso: troviamo infatti un sano brutal death tutto d’un pezzo, cattivo, veloce e senza cedimenti di sorta. Musicalmente, non si allontana tantissimo dagli stilemi classici del genere, le composizioni sono uniche non solo a livello tecnico (si raggiunge infatti una bravura che rasenta la perfezione), ma per ciò che suscitano nell’ascoltatore, non consentendogli impassibilità: ogni riff incastratovi all’interno con minuziosa precisione è un colpo al cuore, e in generale i brani hanno un buon tiro, soprattutto per l’omogeneità e il senso di unità che possiedono, superando la mediocrità di pezzi con tanti riff veloci e tecnici posti in sequenza (quasi) casuale; possiamo dire dunque che Jon Levasseur (chitarra) ed Eric Langlois (basso) fanno veramente un buon lavoro, e sono degni di nota gli stacchi di basso in Slit Your Guts. Ma musicalmente, è inutile, a farla da padroni sono Lord Worm e Flo Mounier: il growler si dimostra infatti sicuro di sé, molto personale, e anche se non raggiunge toni cavernosi a là Barnes (tanto per fare un esempio) fa veramente un ottimo lavoro, che forse da’ al disco una marcia in più; anche i brevi urli in scream che ogni tanto si sentono vomitati fuori dal cantante ne dimostrano la grande capacità e versatilità. Ed infine il lavoro di batteria di Flo: è qualcosa di veramente spaventoso, dato che la pesantezza del suo drumming è infinita, senza dar segno di volersi fermare, ma continuando a pestare violentemente come una furia assassina. Ma questa violenza è accompagnata ad un altro fattore: spesso per appesantire le partiture di batteria si tende a sacrificare la tecnica; qui invece la batteria fa un lavoro perfetto anche sotto questo punto di vista, facendoci risuonare le orecchie con patterns originalissimi. Infine, le lyrics. Confesserò che ho capito subito che questo non era il solito album brutal con tematiche gore volte al disgustare l’ascoltatore, a volte palesemente create per raccontare schifezze e non la perversione che sta dietro ad esse. Le tematiche restano ovviamente quelle del genere (come confermano titoli eloquenti quali Slit Your Guts, Dead and Dripping, Orgiastic Disembowelment…) , ma trattate con un occhio diverso: una visione schizofrenica della violenza, del marcio di questo mondo (neanche la religione viene risparmiata, cfr Crown of Horns), un punto di vista psicotico e malsano. Brutal, certo, ma Brutal intelligente, non fine a sé stesso. Qualcuno troverà strano il fatto che non mi sono messo a recensire pezzo per pezzo questo disco, preferendo darne una visione generale. Ma il punto è che resta impossibile per chiunque fare la recensione di un album incredibile come questo: se avessi recensito ogni singolo brano, tre giorni per leggere l’intera recensione non sarebbero bastati. Signore e signori, l’unica cosa che posso dirvi è…ascoltatelo! Anche chi non è particolarmente attratto da questo genere, lo ascolti, e ne riconosca l’immenso valore per la storia del Death Metal.
Band: Cryptopsy
RispondiEliminaDisco: None So Vile
1. Crown of Horns 03:57
2. Slit Your Guts 04:02
3. Graves Of The Fathers 04:11
4. Dead And Dripping 03:53
5. Benedictine Convulsions 04:00
6. Phobophile 04:38
7. Lichmistress 02:31
8. Orgiastic Disembowelment 04:51
None So Vile: definirlo buon album sarebbe poco, ma veramente troppo poco…l’espressione migliore è Capolavoro del Brutal Death Metal, e non sto esagerando.
Se il debut-album aveva mostrato una buona band con tante idee personali, qui si trova il suo ottimo successore. Il combo di Montreal ora con questo disco raggiunge la perfezione musicale e tecnica, ed è la migliore espressione di sé stesso: troviamo infatti un sano brutal death tutto d’un pezzo, cattivo, veloce e senza cedimenti di sorta.
Musicalmente, non si allontana tantissimo dagli stilemi classici del genere, le composizioni sono uniche non solo a livello tecnico (si raggiunge infatti una bravura che rasenta la perfezione), ma per ciò che suscitano nell’ascoltatore, non consentendogli impassibilità: ogni riff incastratovi all’interno con minuziosa precisione è un colpo al cuore, e in generale i brani hanno un buon tiro, soprattutto per l’omogeneità e il senso di unità che possiedono, superando la mediocrità di pezzi con tanti riff veloci e tecnici posti in sequenza (quasi) casuale; possiamo dire dunque che Jon Levasseur (chitarra) ed Eric Langlois (basso) fanno veramente un buon lavoro, e sono degni di nota gli stacchi di basso in Slit Your Guts. Ma musicalmente, è inutile, a farla da padroni sono Lord Worm e Flo Mounier: il growler si dimostra infatti sicuro di sé, molto personale, e anche se non raggiunge toni cavernosi a là Barnes (tanto per fare un esempio) fa veramente un ottimo lavoro, che forse da’ al disco una marcia in più; anche i brevi urli in scream che ogni tanto si sentono vomitati fuori dal cantante ne dimostrano la grande capacità e versatilità.
Ed infine il lavoro di batteria di Flo: è qualcosa di veramente spaventoso, dato che la pesantezza del suo drumming è infinita, senza dar segno di volersi fermare, ma continuando a pestare violentemente come una furia assassina. Ma questa violenza è accompagnata ad un altro fattore: spesso per appesantire le partiture di batteria si tende a sacrificare la tecnica; qui invece la batteria fa un lavoro perfetto anche sotto questo punto di vista, facendoci risuonare le orecchie con patterns originalissimi.
Infine, le lyrics. Confesserò che ho capito subito che questo non era il solito album brutal con tematiche gore volte al disgustare l’ascoltatore, a volte palesemente create per raccontare schifezze e non la perversione che sta dietro ad esse. Le tematiche restano ovviamente quelle del genere (come confermano titoli eloquenti quali Slit Your Guts, Dead and Dripping, Orgiastic Disembowelment…) , ma trattate con un occhio diverso: una visione schizofrenica della violenza, del marcio di questo mondo (neanche la religione viene risparmiata, cfr Crown of Horns), un punto di vista psicotico e malsano. Brutal, certo, ma Brutal intelligente, non fine a sé stesso.
Qualcuno troverà strano il fatto che non mi sono messo a recensire pezzo per pezzo questo disco, preferendo darne una visione generale. Ma il punto è che resta impossibile per chiunque fare la recensione di un album incredibile come questo: se avessi recensito ogni singolo brano, tre giorni per leggere l’intera recensione non sarebbero bastati.
Signore e signori, l’unica cosa che posso dirvi è…ascoltatelo! Anche chi non è particolarmente attratto da questo genere, lo ascolti, e ne riconosca l’immenso valore per la storia del Death Metal.